Il Santuario Romano di Monte S. Angelo a Terracina: 3. La terrazza superiore o “campo trincerato”
Posted on 29. Oct, 2011 by Terracina Rialzati in Arte e Cultura, Eventi artistici e culturali, La Città, Patrimonio artistico, Storia
Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata dei nostri tesori, speciale Santuario di Monte Sant’Angelo. Oggi visiteremo la terrazza superiore anche conosciuta, per il suo complesso di fortificazioni poste a difesa del luogo di culto, come “campo trincerato”. Insieme all’area del Piccolo tempio, questo spazio è stato riutilizzato, nel corso dei secoli, particolarmente nel periodo medievale, proprio per la sua caratteristica di area di sorveglianza e di controllo sulle principali vie di comunicazione ed accesso al Santuario, come la Via Appia, per secoli attraversata da ogni sorta di viandante ed esercito e che, da qui, poteva essere sorvegliata agevolmente.
Grazie alla disponibilità degli addetti alla sicurezza e alla manutenzione del sito abbiamo avuto la possibilità di girare alcuni video in aree non accessibili durante le comuni visite guidate. In particolare, vi faremo vedere nel dettaglio le tredici cisterne, l’interno del pozzo e il suo cunicolo di accesso (immagini totalmente inedite).
Cogliamo l’occasione, in questa settimana luminosa per il nostro Museo Civico, per ringraziare chi, ogni giorno, indaga e recupera inestimabili reperti antichi, sottratti, in modo criminale, alla collettività, corrompendo la Storia e la nostra cultura: al loro instancabile e ignoto lavoro è dedicata questa puntata.
Buona visione e buona lettura (anche in inglese) a tutti.
Il santuario di Monte Sant’Angelo occupa la sommità di un’altura di 227 m che conserva numerose vestigia del passato: dai fossili di rudista — un mollusco marino bivalve — risalenti al Cretacico (circa 141- 65 milioni di anni fa), visibili sullo spuntone roccioso situato presso il bar della terrazza superiore, alle tracce di frequentazione preistorica del Riparo Salvini, lasciate da raccoglitori-cacciatori del Paleolitico Superiore circa 12.400 anni fa, al basolato della Via Appia consolare, la regina viarum costruita nel 312 a.C. dal censore Appio Claudio Cieco, ai monumenti funebri, ai sacelli, alle cisterne, ecc.
Al visitatore che lo osserva dalla città, o lo raggiunge seguendo la Strada Panoramica moderna, appare maestoso con le sue imponenti rovine, ma rimane difficile immaginare l’insieme delle originarie strutture e delle architetture. Per averne un’idea si può ricorrere ad un plastico (posto in un piccolo locale annesso al bar nella terrazza superiore), che ne propone un’ipotesi ricostruttiva abbastanza attendibile.
Il complesso è strutturato su tre livelli definiti da altrettante terrazze sovrapposte. Quella superiore, detta “campo trincerato” e racchiusa a Nord-Ovest dalla cinta difensiva che collegava il santuario alla città, aveva una prevalente funzione militare, anche se non mancano presenze di culto.
Tre bracci di un portico, disposti in posizione ortogonale, formavano il campo militare propriamente detto, ed ospitavano gli ambienti di abitazione e i magazzini per le truppe acquartierate; il lato sud era aperto verso il mare.
Il braccio nord, in particolare, era caratterizzato da un avancorpo con due torrioni laterali a base quadrata, con funzione difensiva di avvistamento; la parte superiore era utilizzata come camminamento, collegato a quello della cinta muraria, mentre in quella inferiore vennero ricavate tredici cisterne coperte a volta, comunicanti tra loro mediante aperture ad arco e connesse ad un pozzo di raccolta e a un condotto di alimentazione.
Circa al centro del braccio nord si trovava il corridoio d’accesso al “campo trincerato“, pure coperto a volta. Gli altri due bracci del triportico erano forse caratterizzati, nelle due estremità meridionali, da una piccola torre di avvistamento (quello ovest) e da un’altra torre, forse comprensiva di un faro (quello est).
Nel lato della terrazza aperto verso il mare si trovano le fondazioni di un piccolo tempio in antis, orientato quasi a Sud. Si tratta di una tipologia templare arcaica, di origine greca, con ante murarie laterali e due colonne poste nel prospetto principale, oggi naturalmente scomparse.
Un’altra struttura da alcuni ritenuta con funzioni religiose è lo spuntone di roccia nei pressi del bar: lo si è infatti identificato con l’auguraculum, cioè l’osservatorio da cui alcuni sacerdoti, chiamati àuguri, studiavano il volo degli uccelli per trarne auspici.
Venceslao Grossi, Rosario Malizia, Anna Rita Mari e Maria Iride Pasquali
Galleria fotografica
Bibliografia
In un pagina specifica, per completezza di trattazione, è stata raccolta tutta la bibliografia, aggiornata al 2006, sul Santuario di monte Sant’Angelo.
Terracina Rialzati









































